Imotako è un esosuit Kur alto circa due metri, con un corpo piatto ispirato ai dogu e la capacità di trasformare i cloni serpoiani in copie di se stesso. Indossato da un alieno dell’Unità Avanzata durante il raid su Sumer e la campagna sulla Terra, è stato distrutto dal Moe Moe Tri-Beam di Momo.
Un Kur dell’Unità Avanzata pilotava Imotako, possedendolo fin dall’invasione di Sumer. La tuta ha permesso all’alieno di restare in combattimento sulla Terra finché Momo non l’ha distrutta. La sua forma riprende una figura di terracotta dogu, raffigurata con le palme unite, in linea con il motivo figurativo comune a tutta la serie di esosuit; inoltre, come gli altri modelli, prende il nome da un piatto a base di polpo, che qui significa più o meno “polpo patata”.
Imotako è classificato come una tuta di grandi dimensioni, alta circa due metri e caratterizzata da una struttura appiattita. Gli arti lunghi terminano in ampie mani e piedi a quattro dita, mentre il tronco piatto presenta una spina dorsale visibile, affiancata da due protuberanze spinose al centro. La testa reca occhi rotondi incorniciati e una bocca circolare vuota. Il suo trucco principale è la capacità di trasformazione: colpendo un bersaglio, lo modifica fino a farlo assomigliare a una creatura con le stesse fattezze facciali di Imotako, trasformando le vittime in suoi sottoposti. Il vero corpo del Kur risiede in una dimensione separata, permettendogli di attraversare gli oggetti solidi.
L’unico Kur di Imotako fa la sua comparsa nel caos scatenato da Serpo e da uno sciame di cloni alieni durante il Moe Moe Kikoho. Trasforma i Serpo colpiti in suoi sgherri identici a lui, e Momo, insieme a un alleato Serpo, batte i volti dei cloni con dei ferri da stiro per riportarli alla normalità, in un ciclo che si ripete man mano che i cloni vengono respinti. Sollecitata dai Serpo a eliminare direttamente Imotako, Momo fatica contro la sua capacità di fase finché non ricorda l’insegnamento di sua nonna Seiko, secondo cui bisogna trasformare le idee impossibili in realtà. Mettendo in pratica quel principio, sferra il Moe Moe Tri-Beam, disintegrando il Kur di Imotako e uccidendolo.

La trasformazione che tutti conoscono, la domanda successiva che nessuno voleva toccare. Perché abbiamo fatto un pezzo R&B morbido sul bagliore dorato di cui Dragon Ball non parla mai....

Cinque personaggi femminili di Bleach, classificati e decisi. Yoruichi è al numero cinque, il posto che nessuno si aspetta, e la nostra numero uno è un'Arrancar dal cuore tenero....
Imotako è un esosuit Kur alto circa due metri, con una sagoma piatta ispirata ai dogū, e possiede il potere di trasformare i cloni serpoiani in copie di se stesso. È stato indossato da un alieno dell’Unità Avanzata durante l’incursione sumera e la campagna sulla Terra.
Il trucco principale di Imotako è il suo potere di trasformazione: colpendo un bersaglio, lo modella fino a farlo assomigliare a una creatura che sfoggia le stesse fattezze del volto di Imotako, trasformando le vittime in suoi sottoposti. Il vero corpo del Kur risiede inoltre in una dimensione separata, permettendogli di passare attraverso gli oggetti solidi.
La struttura di Imotako riprende quella di una statuetta dogū in terracotta, raffigurata con le palme delle mani unite. Come gli altri esosuit della serie, prende il nome da un piatto a base di polpo; in questo caso, il termine indica più o meno “polpo con patate”.
Ricordando l’insegnamento di sua nonna Seiko, secondo cui bisogna trasformare le idee impossibili in realtà, Momo ha sparato il Tri-Beam Moe Moe, disintegrando il Kur Imotako e uccidendolo.
Imotako converte i serpoiani colpiti nei suoi servitori identici a lui, perciò Momo e un alleato serpoiano hanno colpito i volti dei cloni con dei ferri da stiro, riportandoli alla normalità; un ciclo che si ripeteva continuamente man mano che i cloni venivano respinti.
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