
Haruta Shigemo è un utilizzatore di maledizioni ricorrente al servizio di Uraume e della fazione di Kenjaku. Un sadico codardo che si accanisce sui più deboli, è apparso sia durante l’invasione dell’Evento di Buona Volontà sia durante l’Incidente di Shibuya, mantenuto in vita da una tecnica che altera la fortuna di cui comprende a malapena il funzionamento.
Di corporatura minuta e dall’aspetto modesto, Shigemo era un giovane dai capelli biondi pettinati all’indietro e raccolti in una coda legata sul lato sinistro della testa. Sotto ciascun occhio viola spiccavano dei segni color lilla legati alla sua tecnica maledetta, sottolineati da sottili sopracciglia, mentre i denti anteriori gli erano stati spazzati via da Kento Nanami durante il loro scontro.
Il suo abbigliamento si concentrava su una tuta nera monopezzo che avvolgeva gli arti inferiori, l’addome e il lato sinistro del torace, completata da scarpe marroni. Portava in spalla la sua arma caratteristica.
A guidare Shigemo erano la crudeltà e l’interesse personale, che ponevano la propria sopravvivenza e il proprio divertimento al di sopra di ogni cosa. Per natura piuttosto acuto, sceglieva tuttavia di comportarsi in modo infantile e ammetteva apertamente la propria codardia, orientandosi verso bersagli indifesi ed evitando chiunque potesse reagire. Si considerava adatto soprattutto a colpire i più deboli o a infliggere il colpo di grazia, e Juzo Kumiya lo definì senza mezzi termini poco affidabile se lasciato a sé, consegnandogli una spada che letteralmente stringeva la mano al posto suo. Riluttante a agire senza ordini da figure come Uraume, fuggiva al primo cenno di pericolo. Uccideva con gioiosa soddisfazione, scherzava anche nei momenti più cupi e si compiaceva dell’opportunità di uccidere, dichiarando a Nobara nel bel mezzo dello scontro che il motivo delle sue azioni contava ben poco, purché lui si stesse divertendo.
Nonostante la sua conclamata codardia, Shigemo era uno stregone discretamente abile, reclutato da Uraume per favorire il piano di Kenjaku volto a sigillare Satoru Gojo. Massacrava senza difficoltà persone non combattenti, come i vice responsabili, e per un breve periodo riuscì a tenere testa a Nobara, inseguendo contemporaneamente Nitta, schivando i suoi attacchi e sferrando colpi netti che la sorpresero sia per la sua astuzia sia per la sua precisione. Contro un vero grado 1, però, la sua forza svaniva: Nanami lo mise al tappeto senza riportare neppure un graffio, e solo la sua tecnica basata sulla fortuna gli permise di sopravvivere a quella pestata e ad altre situazioni mortali. Poco informato sul funzionamento della propria abilità, faceva affidamento sul suo strumento maledetto e su uno stile di combattimento rudimentale per fendere e pugnalare avversari appena in grado di difendersi, arrivando persino a scagliare la lama perché sapeva che poteva muoversi autonomamente. Fedele alla sua natura, colpì alle spalle un Megumi già ferito.
La sua tecnica innata, Miracoli, cancella dalla sua vita i piccoli eventi casuali di ogni giorno, come un orologio che mostra cifre identiche, insieme ai ricordi di quegli episodi, accumulandoli sotto forma di segni sotto gli occhi. Quando la sua vita è minacciata, questi miracoli immagazzinati si sprigionano per mutare la sua sorte e garantirgli la sopravvivenza anche di fronte a colpi altrimenti letali, e un segno consumato diventa bianco. Come equipaggiamento impugnava la Spada della Mano, una lama affilata simile a un katana, fissata a un manico a forma di mano umana e realizzata appositamente per lui da Juzo Kumiya. Stringeva tra le mani quell’impugnatura singolare per combattere, e la spada poteva strisciare sulle dita, formare un pugno da lanciare come proiettile e, in qualche modo, permettere a Shigemo di percepire la presenza di persone nelle sue vicinanze anche oltre il proprio campo visivo.

La trasformazione che tutti conoscono, la domanda successiva che nessuno voleva toccare. Perché abbiamo fatto un pezzo R&B morbido sul bagliore dorato di cui Dragon Ball non parla mai....

Cinque personaggi femminili di Bleach, classificati e decisi. Yoruichi è al numero cinque, il posto che nessuno si aspetta, e la nostra numero uno è un'Arrancar dal cuore tenero....
Haruta Shigemo è maschio, un giovane con i capelli biondi pettinati all’indietro in una coda di cavallo legata sul lato sinistro della testa. Dei segni lilla legati alla sua tecnica maledetta gli ornano la zona sotto ciascun occhio viola.
Haruta Shigemo è un villain, un utilizzatore di maledizioni ricorrente al servizio di Uraume e della fazione di Kenjaku. È un sadico codardo che si accanisce sui più deboli, uccidendo con gioiosa soddisfazione e ponendo la propria sopravvivenza e il proprio divertimento al di sopra di ogni cosa.
Haruta Shigemo ha collaborato al piano di Kenjaku per sigillare Satoru Gojo, facendo la sua comparsa sia durante l’invasione dell’Evento di Buona Volontà sia durante l’Incidente di Shibuya. Ha massacrato civili non combattenti, ha messo temporaneamente in difficoltà Nobara Kugisaki e ha colpito alle spalle un Megumi ferito, prima di essere sconfitto da Kento Nanami.
La tecnica innata di Haruta Shigemo, Miracoli, cancella dalla sua vita i piccoli eventi fortuiti di ogni giorno e li accumula sotto forma di segni posizionati sotto i suoi occhi. Quando la sua vita è minacciata, questi miracoli immagazzinati si sprigionano per mutare la sua fortuna e permettergli di sopravvivere a colpi altrimenti letali, anche se egli comprende a malapena il funzionamento del meccanismo.
Haruta Shigemo impugna la Spada Mano, una lama simile a una katana a filo singolo attaccata a un’impugnatura a forma di mano umana, forgiata per lui da Juzo Kumiya. La spada si adagia sulla sua mano e può strisciare muovendo le dita, lanciarsi come un proiettile e consentirgli di percepire le persone nei suoi dintorni anche al di fuori della sua linea di visione.
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