Nom Nom Bongo era annoverato tra la triade delle divinità custodi di Danmara, posta lì per tenere sigillata la Carta della Fiaba. Per via del funzionamento della dimensione, sconfiggerlo non solo infranse il sigillo dello yokai, ma consegnò ai giocatori la sua carta da Pasticcere della Morte, permettendo loro di far uso dei suoi poteri.
Alto almeno quindici metri, Nom Nom Bongo appariva come una figura colossale sormontata da un volto dai tratti caricaturali. Grandi occhi rotondi spiccavano sotto sottili sopracciglia sollevate, e sfoggiava un baffo insieme a una barba riccioluta, pur non avendo affatto la bocca. Fedele al suo nome, il gigante indossava l’abbigliamento di un pasticcere.
Costruito come una pedina di gioco piuttosto che come un essere pensante, Nom Nom Bongo era stato allestito per condurre una partita a nascondino a tema dolci. A ogni turno chiamava un particolare tipo di caramella, poi dava la caccia a tutti i concorrenti presenti sul percorso della Collina del Confine Nazionale che non fossero in contatto con essa.
Nell’Arco di Danmara, Momo e Unji entrano nel percorso della Collina del Confine Nazionale per recuperare il kintama sfuggito dai pantaloni di Unji, e Nom Nom Bongo dà il via alla sua partita di nascondino sui colori delle caramelle nominando il cioccolato. Poiché solo Momo è a contatto con esso, rivolge il suo attacco contro Unji e il shikigami rana. Round dopo round, i tre si arrampicano tra gli ostacoli inseguendo il dolce prescelto, cercando al contempo di afferrare il kintama. Quando conclude la partita dopo il quarto turno, il gigante non si accorge che Momo usa la sua presa psichica sul suo matterello per avvicinarsi, e il suo Moe Moe Tri-Beam lo fa a pezzi, lasciando Momo e Unji in possesso della carta di Nom Nom Bongo. In quanto gigante, disponeva di una forza fisica immensa.

La trasformazione che tutti conoscono, la domanda successiva che nessuno voleva toccare. Perché abbiamo fatto un pezzo R&B morbido sul bagliore dorato di cui Dragon Ball non parla mai....

Cinque personaggi femminili di Bleach, classificati e decisi. Yoruichi è al numero cinque, il posto che nessuno si aspetta, e la nostra numero uno è un'Arrancar dal cuore tenero....
Nom Nom Bongo era annoverato tra la triade delle divinità custodi di Danmara, posta lì per tenere sigillata la Carta della Fiaba. Sconfiggerlo non solo infranse il sigillo dello yokai, ma consegnò ai giocatori la sua carta del Patissier della Morte.
Alto almeno quindici metri, Nom Nom Bongo appariva come una figura colossale sormontata da un volto dai tratti caricaturali, con grandi occhi rotondi, un baffo e una barba riccioluta, ma privo del tutto di bocca. Indossava l’abbigliamento di un pasticcere.
Concepito come una pedina di gioco piuttosto che come un essere pensante, Nom Nom Bongo era stato allestito per condurre una partita a nascondino a tema dolci. A ogni turno annunciava un determinato tipo di caramella, poi dava la caccia a tutti i concorrenti presenti sul percorso della Collina del Confine Nazionale che non lo toccavano.
Nom Nom Bongo compare nell’Arco di Danmara, quando Momo e Unji entrano nel percorso della Collina del Confine Nazionale per recuperare i kintama sfuggiti dai pantaloni di Unji. Dà il via alla sua partita di nascondino a tema dolci nominando il cioccolato.
Nom Nom Bongo non si accorge che Momo utilizza la sua presa psichica sul suo matterello per avvicinarsi. Il suo Tri-Beam Moe Moe lo fa a pezzi, lasciando Momo e Unji in possesso della carta di Nom Nom Bongo.
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