
I Pigmei sono una razza di minuscoli esseri invisibili originari della Terra. Ricoprono il ruolo di antagonisti secondari durante la prima parte dell’Arco dei Coltelli Kozuka, finché la loro padrona, Koki Yukishiro, non si allea con il Club di Ricerca Storica e Culturale.
Alti appena cinque centimetri, i Pigmei sono troppo piccoli perché i normali esseri umani possano accorgersene, persino coloro che possiedono una consapevolezza spirituale. Si assomigliano tutti: hanno un corpo a forma di cono, arti sottili come bastoncini, occhi acquosi e un baffetto scuro. Per gran parte della loro prima apparizione si nascondevano dietro maschere provviste di occhi rotondi, un nasino minuto, una bocca spalancata piena di denti e tre segni dei trigrammi disposti sulle guance e sulla fronte.
I Pigmei fanno della loro minuscola statura una vera e propria arma. Essendo indistinguibili per le persone più alte, possono muoversi e spiare senza essere visti; in combattimento, questa invisibilità permette loro di attaccare apertamente mentre i loro bersagli faticano a reagire; restano visibili solo agli altri di dimensioni altrettanto minute. Sono inoltre straordinariamente veloci, capaci di cucire materiali con estrema rapidità, in pochi secondi, prima che l’avversario possa intervenire. Ingegnosi in battaglia, improvvisano armi contro nemici più grandi, scagliando coltelli da cucina con catapulte artigianali o lanciando frecce di stuzzicadenti da archi in miniatura, che pungono più di quanto feriscano. Sono animati soprattutto dal desiderio di essere riconosciuti dagli umani e, una volta che qualcuno li nota, giurano fedeltà assoluta a quella persona.
La tradizione popolare locale racconta che i Pigmei un tempo erano uomini, scartati dalla società perché ritenuti deboli, finché i loro corpi non si ridussero, il mondo li dimenticò e persino i loro ricordi svanirono, lasciando soltanto il desiderio di essere visti. Quando Koki Yukishiro acquisì la capacità di percepirli grazie al suo ricattatore, essi si dedicarono a servirla, anche nel piano per rubare il potere di Momo. Dopo aver tenuto d’occhio Momo in biblioteca, la tendono un’imboscata insieme a Okarun e Aira all’interno di un’aula dello Spazio Vuoto, inchiodandoli al suolo e scagliando qualsiasi cosa capiti loro a portata di mano, benché la taglia ridotta di Momo le consenta di avvertire gli altri del pericolo. Il piano va in frantumi quando Koki finisce sotto il fuoco amico e, dopo essere stata schiacciata da un tavolo scagliato, i Pigmei fingono di arrendersi per poi rapirla, solleticare Aira così da bloccarne il potere e fuggire nell’ufficio della Regina.
Quando la Regina rivela di poterli vedere a sua volta e Koki confessa ciò che ha subito, i Pigmei cercano di confortare la ragazza in lacrime, cucendo con i fili le parole “resisti, Koki”, pur ammettendo di non poter riportare Momo alla normalità. In seguito proteggono la testa mozzata e fluttuante di Koki dai Disperditori di Teste Mozzate di Murakami e, insieme a Mai, la guidano fino a farla rientrare sotto il canestro di basket, ripristinandone così la vita; quindi le costruiscono un pianoforte istantaneo perché possa sfruttare il suo Signore delle Mosche. Nell’Arco delle Sei Maledizioni, quando i Paladini Neri tendono un’imboscata a Koki e Rin, i Pigmei tornano a fabbricare un pianoforte e rivelano che il potere di Koki può sincronizzarsi con quello di un’altra persona, spingendola a combinarlo con il controllo della gravità di Rin per ribaltare le sorti dello scontro.

La trasformazione che tutti conoscono, la domanda successiva che nessuno voleva toccare. Perché abbiamo fatto un pezzo R&B morbido sul bagliore dorato di cui Dragon Ball non parla mai....

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I Pigmei sono una razza di esseri minuscoli e invisibili originari della Terra, chiamati anche Kobito. Fungono da antagonisti secondari durante la prima parte dell’Arco dei Coltelli Kozuka, finché la loro padrona, Koki Yukishiro, non si allea con il Club di Ricerca Storica e Culturale.
I Pigmei misurano appena cinque centimetri di altezza, troppo piccoli perché gli esseri umani ordinari possano accorgersene, persino con la percezione spirituale. Si assomigliano tutti: hanno un corpo a forma di cono, arti sottili come bastoncini, occhi acquosi e un baffo scuro.
I Pigmei fanno del loro ridottissimo ingombro una vera e propria arma: restano invisibili agli esseri più alti, così possono muoversi senza essere visti e colpire mentre le loro vittime faticano a reagire. Sono straordinariamente veloci, cuciscono materiali con estrema precisione in pochi secondi e improvvisano armi come coltelli da cucina scagliati da catapulte o frecce fatte di stuzzicadenti.
I Pigmei si dedicano interamente a Koki Yukishiro, che ha acquisito la capacità di vederli grazie al suo ricattatore. Una volta che qualcuno riesce finalmente a scorgerli, essi giurano fedeltà assoluta a quella persona.
I Pigmei sono animati soprattutto dal desiderio di essere riconosciuti dagli esseri umani. La tradizione popolare racconta che un tempo erano persone considerate deboli dalla società, fino a quando il loro corpo si rimpicciolì e il mondo li dimenticò, lasciando solo la brama di essere visti.
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