
Il capitolo 148 svela il trucco mortale che si cela dietro il gioco Danmara: rompendo il cristallo si libera uno yokai sigillato, la Carta delle Fiabe, che prontamente cattura Unji, mentre i prigionieri comprendono che la fuga potrebbe essere impossibile.
Con il cristallo infranto, Momo, Okarun, Nonna Turbo e Unji scappano di corsa dal castello in rovina. Unji insiste di aver vinto il gioco, ma Okarun lo corregge: l’obiettivo non era mai superarlo. Nonna Turbo rivela la verità: Danmara non è affatto un semplice passatempo da tavolo, bensì un baule di vimini maledetto costruito per imprigionare uno spirito malvagio grazie a poteri vincolanti. Aggiunge che quattro sigilli ne tenevano chiuso il contenuto, e Momo capisce con orrore che i quattro boss sulla carta erano proprio quei sigilli, divinità custodi camuffate affinché i giocatori liberassero inconsapevolmente ciò che proteggevano.
Mentre un cartello si congratula con la folla per il completamento, lo yokai liberato ringrazia i suoi liberatori. Nonna Turbo ordina a tutti di chiudere gli occhi, avvertendo che si tratta della Carta delle Fiabe, in grado di possedere chiunque incroci il suo sguardo. Lui riconosce il cambiamento nella sua voce e le chiede se ora stia dalla parte dell’umanità. Spiega di aver mascherato il baule da gioco proprio perché non poteva spezzare il proprio sigillo, avendo bisogno che altri lo facessero al suo posto. Quando Momo esige una via d’uscita, lui le risponde che non ce n’è nessuna, avendo lasciato liberi solo il vecchio e una ragazza della banda come esca, per attirare nuove vittime con le loro storie. Momo afferma che quel mondo pieno di dolciumi la annoia e vuole andarsene, ma lo yokai sostiene che i delinquenti disprezzano segretamente la realtà e bramano il caos. Perseguitato da un ricordo doloroso, il leader supplente di Unji apre gli occhi, cade sotto il suo controllo e colpisce Unji, che alza lo stesso e viene a sua volta posseduto.
Nonna Turbo svela che il diorama è un baule maledetto che racchiude un malvagio yokai, il quale si è fatto passare per un gioco da tavolo affinché qualcuno lo liberasse. La Carta delle Fiabe si rivela, mostrando il suo potere di possedere chiunque lo guardi. Cerca di convincere i delinquenti che il suo mondo inventato è migliore di quello che hanno lasciato. Raiya cede al controllo mentale e colpisce Unji, che a sua volta viene posseduto e comincia a trasformarsi.
Questo capitolo apre il Volume 18 e segna il debutto dell’antagonista Carta delle Fiabe. Ricontestualizza l’intero gioco Danmara come una trappola, trasformando una competizione che il cast pensava di aver vinto nell’inizio di una crisi ben più grande. Il possesso di Unji prepara il terreno per la battaglia alimentata dagli ombrelli che seguirà.

La trasformazione che tutti conoscono, la domanda successiva che nessuno voleva toccare. Perché abbiamo fatto un pezzo R&B morbido sul bagliore dorato di cui Dragon Ball non parla mai....

Cinque personaggi femminili di Bleach, classificati e decisi. Yoruichi è al numero cinque, il posto che nessuno si aspetta, e la nostra numero uno è un'Arrancar dal cuore tenero....
Il capitolo 148 di Dandadan, intitolato “Gioco completato”, svela il macabro trucco che si cela dietro il gioco Danmara: rompendo il cristallo si libera uno yokai sigillato, la Carta delle Fiabe, che prontamente si impossessa di Unji, mentre i prigionieri comprendono che la fuga potrebbe essere impossibile.
Nel capitolo 148, Nonna Turbo rivela che il Danmara non è affatto un passatempo da tavolo, bensì un baule di vimini maledetto costruito per imprigionare uno spirito malvagio grazie a un potere vincolante. Quattro sigilli ne tenevano chiuso il coperchio, e i quattro boss raffigurati sulla carta erano proprio quei sigilli, divinità custodi sotto mentite spoglie.
La Carta delle Fiabe è lo yokai sigillato liberato quando, nel capitolo 148, viene infranto il cristallo. Può reclamare o possedere qualunque cosa incroci il suo sguardo, perciò Nonna Turbo ordina a tutti di chiudere gli occhi.
Nel capitolo 148 di Dandadan, la Carta delle Fiabe spiega di aver camuffato il baule da gioco proprio perché non poteva spezzare lei stessa il proprio sigillo, avendo bisogno che altri lo facessero al suo posto. Ha lasciato liberi soltanto il vecchio e una ragazza della banda come esca, per attirare nuove vittime con le loro storie.
Alla fine del capitolo 148, il sostituto di Unji alla guida della banda, Raiya, apre gli occhi, finisce sotto il controllo della Carta delle Fiabe e colpisce Unji. Unji alza lo sguardo, viene a sua volta catturato e comincia a trasformarsi, preparando così la battaglia alimentata dall’ombrello che seguirà.
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