
Il novantottesimo capitolo di Frieren: Oltre la fine del viaggio vede Denken risvegliarsi dall’oro grazie a un sogno della sua defunta moglie, poi rivela che Frieren perse un tempo un braccio per mano di Macht sei secoli fa, svelando il segreto dietro il suo potere di annullare la sua maledizione.
Sigillato nell’oro, Denken incontra la sua defunta moglie Lekture all’interno di un sogno. Benché creda di essere stato sconfitto, lei gli ricorda che l’uomo che amava non si arrese mai durante le numerose sconfitte in allenamento contro Macht, riportando alla memoria l’unica volta in cui ferì il suo maestro. Frieren lo libera quindi annullando Diagoldze, e i due affrontano insieme Macht e Solitar. Frieren avverte Macht che il suo sogno di vivere accanto agli esseri umani è destinato a infrangersi e gli annuncia che l’ora della vendetta è giunta. Denken interrompe per reclamare Macht come suo, lasciando Frieren a fronteggiare un Solitar estasiato.
Nel sogno, un giovane Denken si sveglia accanto a Lekture, che nota il suo nuovo distintivo e lo congratula per la promozione. Lui parla di aver guadagnato denaro a sufficienza per garantire loro una vita agiata e scongiurare la sua morte, finché il sé presente riconosce la visione per quello che è. Confessa che la notizia della sua morte lo raggiunse proprio la sera in cui gli fu conferito il distintivo, alla vigilia del suo previsto ritorno a casa, togliendogli ogni possibilità di assistere ai suoi ultimi istanti. Ringraziandola per quell’ultimo incontro, ammette la propria sconfitta davanti a Macht, e la fiducia di lei nella sua ostinazione ravviva il ricordo del giorno in cui fece sanguinare il suo maestro.
Tornati al presente, Frieren annulla Diagoldze e dice a Denken che è trascorsa appena un’ora, quindi lo protegge dalla maledizione. Macht e Solitar li individuano nonostante il suo mana celato, e Macht resta sbalordito nel vedere la sua maledizione dissolversi. Frieren collega la sua rapida contromossa a uno scontro con Macht seicento anni prima, uno scontro di cui lui non conserva alcun ricordo, nel quale il suo braccio destro fu tramutato in oro e ci volle un secolo per ripristinarlo. Rivela di aver sperato di indurlo a lanciare nuovamente Diagoldze su Weise per perfezionare il suo incantesimo di annullamento, una scommessa che lo sorprende, e spiega che proprio la sua diffidenza ha dimostrato che la maledizione era imperfetta e vulnerabile a magie come Mistilziela.
Quando le fiamme di Frieren respingono i demoni, Solitar suggerisce agli umani di fuggire. Frieren rifiuta, ricordando che l’unico altro demone che abbia mai desiderato convivere con gli esseri umani fu il Re dei Demoni, la cui epoca d’oro costò la vita a quasi due terzi dell’umanità. Chiede quanti altri debbano morire per il sogno di Macht e ne esige la vendetta, che lui accetta, mosso dalle parole morenti di Gluck. Denken chiede allora di affrontare Macht da solo, e Frieren si volge invece verso Solitar.
Con il titolo Vendetta, il capitolo è stato scritto da Kanehito Yamada e illustrato da Abe Tsukasa nell’ambito dell’arco La Terra Dorata. Si svolge nella Città Fortezza di Weise, ormai trasformata nella Terra Dorata, e vede Frieren e Denken schierati contro Macht e Solitar. Tra le magie menzionate figurano Diagoldze, l’incantesimo protettivo che lo blocca, Mistilziela, la magia del volo, Vollzanbel, Zoltraak, Catastravia e un incantesimo che forgia lame di mana.

La trasformazione che tutti conoscono, la domanda successiva che nessuno voleva toccare. Perché abbiamo fatto un pezzo R&B morbido sul bagliore dorato di cui Dragon Ball non parla mai....

Cinque personaggi femminili di Bleach, classificati e decisi. Yoruichi è al numero cinque, il posto che nessuno si aspetta, e la nostra numero uno è un'Arrancar dal cuore tenero....
Nel capitolo 98, un sogno della defunta moglie Lekture risveglia Denken, e Frieren lo libera dall’oro annullando Diagoldze. I due si muovono contro Macht e Solitär, con Frieren che dichiara che l’ora della vendetta è giunta, prima che Denken reclami Macht per sé.
Nel capitolo 98, Frieren rivela di aver affrontato Macht seicento anni prima in uno scontro che lui ha dimenticato, durante il quale il suo braccio destro fu tramutato in oro e ci volle un secolo per ripristinarlo. Aveva sperato di indurlo a lanciare di nuovo Diagoldze su Weise, così da poter perfezionare il proprio incantesimo di negazione.
Lekture è la defunta moglie di Denken, che gli appare in sogno mentre è sigillato nell’oro nel capitolo 98. La sua fiducia nel fatto che lui non abbia mai rinunciato, anche dopo numerose sconfitte in allenamento contro Macht, gli fa riemergere il ricordo dell’unica volta in cui ferì il suo maestro.
Nel capitolo 98, Frieren ricorda che l’unico altro demone che abbia mai desiderato coesistere era il Re dei Demoni, la cui epoca d’oro costò la vita a quasi due terzi dell’umanità. Si chiede quanti altri debbano morire per il sogno di Macht e ne esige la vendetta.
Nel capitolo 98, Denken confessa che la notizia della morte di Lekture gli giunse proprio la sera in cui gli fu conferito il distintivo di Prima Classe, alla vigilia del viaggio che aveva programmato per tornare a casa. La coincidenza gli tolse ogni possibilità di essere presente ai suoi ultimi istanti.
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