
Il novantasettesimo capitolo di Frieren: Oltre la fine del viaggio divide l’attenzione tra lo sforzo perdente di Fern e Stark contro Solitar e il lavoro silenzioso di Frieren nel decifrare la maledizione d’oro di Macht, alla quale infine toglie ogni potere.
Mentre Denken affronta Macht altrove, Fern e Stark continuano a pressare Solitar nonostante le ferite si accumulino. Il demone li paralizza con facilità, chiacchierando senza sosta della sua fascinazione per le vite umane, le famiglie e le ultime parole, temi che la sua stessa specie non conosce. Fern sferra una variante ad alta velocità dello Zoltraak al braccio di Solitar, seguita da una raffica guidata; tuttavia, l’imponente mana del demone la lascia quasi indenne. Solitar risponde con Mana Strike, un incantesimo semplice ma potente, prima che Diagoldze di Macht investa i due e li sigilli nell’oro.
Denken, appreso che Macht può combattere per giorni anche sotto Mistilziela, corre in aiuto di Frieren per fermare l’espandersi dell’oro. Solitar gli taglia la strada e, piuttosto che subire il colpo, lascia cadere il proprio incantesimo e si fa avvolgere dall’oro, scusandosi con il gruppo di Frieren mentre indurisce. Con la foresta ormai trasformata in metallo, Solitar riflette con Macht sul mana residuo rinvenuto alla sconfitta di Aura, segno che Frieren aveva studiato e smontato in silenzio la magia di un Saggio. Frieren allora si risveglia, dissipa la trasmutazione e dichiara che Diagoldze non è più una maledizione.
Solitar ammette di non aver mai incontrato una magia come il rapido Zoltraak di Fern e ringrazia la giovane maga per l’opportunità di osservarlo. Fern scopre che aumentando la densità del proprio potere riesce a far giungere i suoi colpi fino al demone, graffiandole la spalla, cosa che suscita l’ammirazione aperta di Solitar per la sua mira, la velocità e il sangue freddo. Lo scambio si interrompe bruscamente quando l’oro di Macht raggiunge entrambi gli umani. Solitar esprime poi la propria noia, e Macht le ricorda che la monotonia è semplicemente la loro quotidianità.
La conversazione vira su Frieren. Solitar racconta di aver trovato tracce di mana sul luogo in cui Frieren abbatté Aura, prova che Frieren aveva annullato Auserlese dopo aver osservato la magia di Aura negli ottant’anni trascorsi da quando la Compagnia degli Eroi l’aveva affrontata per la prima volta. Macht dubita che un essere umano possa decodificare l’incantesimo di un Saggio, ma Solitar sostiene che non sia necessario comprendere qualcosa per disfarlo, paragonandolo alle persone che costruirono barche e vele molto prima di capire galleggiamento o vento. Accorgendosi che le sue memorie vengono lette, Macht si domanda quante volte abbia lanciato Diagoldze nell’ultimo secolo, e Solitar indica in Frieren la Stroncatrice come la loro vera nemica.
Un ricordo riporta Frieren alla Compagnia degli Eroi intrappolata dentro una barriera eretta dall’immortale Bose, anch’egli annoverato tra i Sette Saggi della Distruzione. Frieren dichiara impossibile la fuga, distinguendo tra arrendersi e non riuscire a immaginare un incantesimo. Paragona ciò allo schiacciare una noce a mani nude rispetto a un diamante, impresa che lei non riesce a visualizzare, benché Eisen sostenga di poterla compiere. Himmel si solleva, spacca la barriera con la sua spada dimostrando che non è davvero infrangibile, e Heiter promette un incantesimo capace di sostenerli tutti per due mesi interi senza aria, cibo né acqua, spingendo Frieren a scherzare che i suoi compagni non sono altro che mostri.
Intitolato Osservazione, il capitolo è stato scritto da Kanehito Yamada e illustrato da Abe Tsukasa nell’ambito dell’arco La Terra Dorata. L’azione rimane nella Città Fortezza di Weise, ora trasformata nella Terra Dorata, e si divide tra due scontri paralleli: Fern e Stark contro Solitar, e Denken contro Macht. Tra gli incantesimi in gioco figurano Zoltraak, Mistilziela, Diagoldze e la magia di negazione che Frieren utilizza per spezzarne l’effetto. Al termine, la sua analisi delle memorie di Macht è completa e la maledizione d’oro perde la sua presa.

La trasformazione che tutti conoscono, la domanda successiva che nessuno voleva toccare. Perché abbiamo fatto un pezzo R&B morbido sul bagliore dorato di cui Dragon Ball non parla mai....

Cinque personaggi femminili di Bleach, classificati e decisi. Yoruichi è al numero cinque, il posto che nessuno si aspetta, e la nostra numero uno è un'Arrancar dal cuore tenero....
Il capitolo 97 si divide tra lo scontro in cui Fern e Stark stanno perdendo contro Solitär e la silenziosa decodifica da parte di Frieren della maledizione d’oro di Macht. Alla fine, Frieren si risveglia, dissolve la trasmutazione e dichiara che Diagoldze non è più una maledizione.
Nel capitolo 97, Solitär rivela di aver trovato mana residuo nel punto in cui Frieren aveva abbattuto Aura, a dimostrazione che Frieren aveva dissipato l’incantesimo del Saggio, Auserlese, dopo aver studiato la magia di Aura negli ottant’anni trascorsi da quando il Gruppo degli Eroi l’aveva affrontata per la prima volta. Solitär sostiene che non è necessario comprendere qualcosa per poterla annullare.
Sì. Al termine del capitolo 97, Frieren si risveglia dopo aver decodificato i ricordi di Macht, dissolve la sua trasmutazione Diagoldze e afferma che l’incantesimo di doratura non è più una maledizione.
Nel capitolo 97, dopo aver raccontato come Frieren abbia silenziosamente svelato la magia del Saggio Aura, Solitär indica come vero nemico proprio Frieren, la Stroncatrice.
Il capitolo 97 include un ricordo del Gruppo degli Eroi intrappolato all’interno di una barriera eretta dall’immortale Bose, uno dei Sette Saggi della Distruzione. Himmel intacca la barriera con la sua spada per dimostrarne la vulnerabilità, mentre Heiter propone un incantesimo capace di sostenerli tutti per due mesi senza aria, cibo né acqua.
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