
Naoya Zenin, il giovane figlio minore e altezzoso di Naobito, comanda l’unità d’élite Hei del Clan Zenin in Jujutsu Kaisen. La sua determinazione a dimostrare di essere all’altezza di Toji lo spinge oltre la morte, fino a rinascere come una maledizione vendicativa.
Alto e snello, Naoya guarda con occhi castani sotto capelli biondi tinti su radici verde scuro, con un sorrisetto compiaciuto quasi fisso sul volto. È convinto che il suo aspetto sia più adatto a un capoclan rispetto a quello di parenti come Jinichi. All’orecchio sinistro porta quattro gioielli: lungo l’elice sono posizionati due piercing a clip, mentre al lobo spicca una coppia di orecchini a perno; nel manga vengono aggiunti altri due orecchini al lobo destro. La tradizione modella i suoi abiti come quelli degli altri membri della famiglia: una camicia bianca a maniche lunghe abbottonata sotto un kimono turchese, completato da hakama chiari, sandali waraji e tabi scuri. La morte lo restituisce come uno spirito maledetto assetato di vendetta: prima sotto forma di un utero vermiforme, con braccia umane e una maschera a stella con sei fori dalla quale il suo volto può fare capolino; poi come una crisalide evoluta, con una testa a forma di teschio che fa ruotare dei tentacoli trasformandoli in arti di fortuna.
Elogiato come un prodigio fin dall’infanzia e coccolato come il figlio più promettente di Naobito, Naoya è stato indotto a credere di essere l’erede, e la sua arroganza è cresciuta di pari passo. Sbuffa sprezzante verso quasi tutti, deridendo persino clanmen esperti come Jinichi e Ogi definendoli deboli finché questi non reagiscono alla sua insolenza. Solo Toji ha guadagnato il suo rispetto: la forza nascosta dell’uomo gli è apparsa evidente nonostante la sua assenza di energia maledetta, spingendolo così a idolatrarlo e a seguirne le orme. Sociopatico, narcisista e apertamente misogino, non nutre alcun riguardo per i familiari, non prova alcun dolore al capezzale del padre morente e dice alla madre di Mai che ogni donna riluttante a camminare tre passi dietro un uomo merita un colpo di spada nella schiena. Quando viene designato Megumi come erede, progetta immediatamente la sua morte, felice di minacciare gli amici di Megumi per attirarlo allo scoperto. L’eccidio del clan per mano di Maki non lo turba affatto, anzi lo diverte, e si ostina a negare la sua pretesa di ereditare l’eredità di Toji. Questo rifiuto lo accompagna anche nell’oltretomba, dove il suo ego intatto alimenta un rancore ossessivo nei confronti di Maki, finendo per renderlo cieco di fronte al suo corpo privo di energia maledetta e sigillando così la propria fine.
Capo dell’Hei in qualità di stregone di grado speciale 1, Naoya era considerato tra i talenti più brillanti di una delle grandi tre famiglie, con una potenza equiparabile a quella del padre. Gestiva la Proiezione Magica ereditata con abilità d’élite, valorizzandone la straordinaria velocità e combinandola con un’attenta pianificazione e combattimenti a corto raggio per abbattere i nemici prima che potessero reagire. La tecnica suddivide un secondo in ventiquattro fotogrammi e traccia movimenti fissi all’interno del suo campo visivo, costringendo qualsiasi oggetto toccato dal palmo a seguirne l’esempio oppure a rimanere congelato per un intero secondo all’interno di un singolo fotogramma animato. Ha sfrecciato davanti a Yuji e Choso al loro primo incontro, poi ha sconfitto Choso da solo bloccando la Manipolazione del Sangue; tuttavia, l’eccesso di fiducia lo ha condotto dritto contro Supernova. Tra i membri dell’Hei, era l’unico in grado di duellare con Maki una volta che questa aveva perso la sua energia maledetta. La rinascita come maledizione lo ha reso ancora più letale: nella fase uterina volava a velocità supersonica e raggiungeva Mach 3 grazie a una Modalità Accelerata che aspirava aria dagli ingressi e la espelleva creando spinta, stringendosi saldamente per garantire resistenza sotto un voto vincolante. Ha persino ottenuto un dominio, Time Cell Moon Palace, un regno simile a un utero il cui film-line a colpo sicuro impone i ventiquattro fotogrammi a livello cellulare; tuttavia, non è riuscito a individuare Maki e ciò ha causato la sua morte.

La trasformazione che tutti conoscono, la domanda successiva che nessuno voleva toccare. Perché abbiamo fatto un pezzo R&B morbido sul bagliore dorato di cui Dragon Ball non parla mai....

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Sì, Naoya Zenin è un personaggio di Jujutsu Kaisen. È il figlio minore altezzoso di Naobito e a capo dell’unità d’élite Hei del Clan Zenin.
Naoya Zenin è ampiamente malvisto perché è sociopatico, narcisista e apertamente misogino. Deride quasi tutti, non nutre alcun rispetto per i familiari e arriva persino a dire alla madre di Mai che ogni donna disposta a camminare solo tre passi dietro un uomo merita una lama nella schiena.
Naoya Zenin è stato spinto nella Supernova di Sukuna dalla sua stessa arroganza e ha perso la vita; in seguito è tornato come uno spirito maledetto assetato di vendetta, ossessionato da Maki. Il suo rancore alla fine gli ha impedito di vedere il suo corpo privo di energia maledetta, e il suo dominio non è riuscito a individuarla, decretandone la fine.
Naoya Zenin prende di mira Megumi perché quest’ultimo è stato nominato erede del Clan Zenin, un ruolo che Naoya riteneva fosse suo. Progetta fin da subito la morte del ragazzo e non esita a minacciare gli amici di Megumi per attirarlo allo scoperto.
Sì, la wiki di Jujutsu Kaisen indica Toji Fushiguro come cugino di Naoya Zenin. Naoya idolatrava e inseguiva Toji, l’unico uomo la cui forza nascosta aveva guadagnato il suo rispetto nonostante la mancanza di energia maledetta.
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