Un flashback rivela come il beherit attivato di Rosine, picchiata e indesiderata, l'abbia trasformata in un Apostolo. Nel presente, Guts si fa trafiggere la guancia dal suo pungiglione per bloccarla e sferrare un colpo devastante, e la morente Rosine ammette infine che i suoi elfi non sono mai stati reali, proprio mentre Puck si rivela come un esemplare autentico.
Un ricordo torna al giorno in cui una giovane Rosine, lacera e stringendo un beherit inutilizzato, corse per la prima volta con gioia nella Valle Nebbiata che sarebbe diventata il suo santuario. Nel presente lei infuria sostenendo che nessun umano dovrebbe mai fare del male a un elfo e carica Guts in caduta con la frusta tesa come una lancia, mirando a trafiggerlo mentre non può schivare in aria. Lui scorge la punta all'ultimo momento e scatta con la testa, così invece di un colpo mortale l'aculeo gli perfora una guancia, attraversa la bocca e sporge dall'altra. Stringendolo tra i denti per bloccarlo, abbatte la Dragon Slayer su di lei, spaccandole il torso e mozzandole il braccio sinistro prima di perdere i sensi.
Dimenticato il dolore, Rosine ricorda genitori mai presenti che l'avevano cacciata. Era rimasta sola nella valle, consapevole che gli elfi non esistevano eppure aggrappata alla finzione per giustificare la sua fuga. Quando i genitori finalmente la trovarono presso il lago, sua madre la abbracciò mentre suo padre la colpì, furioso per la vergogna di avere gli abitanti del villaggio a cercarla e chiedendole se fosse fuggita perché lui non era il suo vero padre. Riversò lo stesso pestaggio sulla madre, e Rosine, che osservava, desiderò che tale crudeltà sparisse dal suo rifugio; il sangue che le colava dalla bocca cadde sul beherit e lo risvegliò.
Guts sprofonda nel lago mentre Rosine svolazza di nuovo verso il suo posatoio sull'albero di cedro, di nuovo quasi umana e priva di un braccio, implorando in silenzio il perdono dei genitori. Jill si precipita da lei, e Rosine confessa che gli elfi sono sempre stati solo immaginati. Puck guizza davanti a lei per presentarsi come un vero elfo, di quelli che abitavano la valle molto prima che lei la rivendicasse. Mentre Jill lo culla e Rosine allunga la mano per toccare il primo vero elfo che abbia mai conosciuto, Guts emerge dall'acqua, ancora in preda alla sua furia.
Un flashback mostra il beherit di Rosine che si attiva durante le violenze del padre, rendendola un Apostolo. Guts si fa trafiggere la guancia dal suo pungiglione per immobilizzarla, poi le spacca il torso e le mozza il braccio. La morente Rosine ammette che i suoi elfi non sono mai stati reali, e Puck si rivela come un vero elfo prima che Guts irrompa dal lago.
Incluso in Young Animal numero 4 del 13 febbraio 1998, questo capitolo di ventuno pagine dell'Arco della Condanna presenta la tragica origine di Rosine e il punto di svolta della sua battaglia con Guts.
In "Firefly", un flashback mostra come la giovane e abbandonata Rosine abbia visto il suo beherit a lungo dormiente attivarsi dopo che suo padre ha picchiato sua madre, trasformandola in un Apostolo. Nel presente, Guts lascia che il suo pungiglione gli trafigga la guancia per tenerla ferma, poi la abbatte con il Dragon Slayer.
Il beherit di Rosine si è attivato nella Valle Nebulosa dopo che suo padre colpì sua madre in un impeto di gelosia, e il sangue che fuoriusciva dalla sua stessa bocca cadde sul manufatto risvegliandolo, trasformandola in un Apostolo.
Guts sta precipitando in aria e non può schivare il pungiglione in carica di Rosine, così scatta la testa all'ultimo momento in modo che l'aculeo gli attraversi una guancia ed esca dall'altra invece di ucciderlo, riuscendo a mordere e intrappolarla per sferrare il colpo finale.
No. In "Firefly", Rosine morente ammette che i suoi elfi erano solo una finzione da lei inventata per giustificare la fuga da casa, e Puck si rivela quindi come il primo vero elfo che lei abbia mai incontrato.
Puck è un vero elfo che viveva nella Valle Nebulosa molto prima che Rosine la rivendicasse come suo santuario, e si presenta a lei mentre sta morendo, permettendole di toccare un vero elfo per la prima volta.
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