Guts incalza Flora riguardo al beherit che porta con sé e alla Mano di Dio che può evocare, apprendendo che la pietra risponde solo al suo proprietario destinato. Schierke, udendo la sua sfida al destino, lo avverte che non può comprendere il potere che intende sfidare, mentre Flora le ricorda che Guts vi è già sopravvissuto una volta.
Dopo cena, Farnese e Puck portano Casca al bagno della dimora. Isidro indugia presso la porta del balcone sperando di sbirciare le donne al bagno con la scusa della sua giovane età, ma Schierke lo sorprende e lo colpisce con il suo bastone. Su un balcone vicino, Guts raggiunge Flora con il beherit che ha sottratto al Conte, chiedendo cosa sia senza rivelare come lo ha ottenuto. Flora spiega che i beherit fungono da varchi dal mondo fisico al profondo regno Astrale dove risiede la Mano di Dio, e Schierke, che origlia dal balcone del bagno, rimane scossa dallo scambio.
Guts pretende di sapere come la pietra evochi la Mano di Dio. Flora capisce che non cerca di diventare un Apostolo ma di vendicarsi. Quando Casca irrompe nuda dal bagno con Farnese avvolta in un asciugamano che la insegue, la scena permette a Flora di dedurre che Guts intende portare Casca a Elfhelm, la patria di Puck, e riflette sulla crudeltà che lo stesso fuoco che alimenta la sua vendetta possa consumare Casca. Gli dice che un beherit non può essere attivato a volontà: in quanto oggetto tratto dalle profondità del mondo Astrale, solo un potere superiore lo controlla, assicurando che al momento della sua attivazione si trovi nelle mani del suo proprietario destinato. Se Guts non è quel proprietario gli sfuggirà, e se lo è tornerà sempre da lui, per quanto impossibili siano le probabilità. Glielo restituisce, augurandosi che lo lasci se esiste solo per alimentare la sua vendetta.
Interrogata sulla Mano di Dio, Flora condivide il poco che sa: tutti e cinque un tempo erano umani, dimorano nel profondo del regno Astrale e servono un essere più grande di loro, insediato in uno strato così profondo che nessun umano può entrarvi mantenendo la coscienza di sé. Sopraffatto, Guts decide di accontentarsi per ora del talismano e si dirige al bagno, incontrando Schierke lungo il cammino. Lei ha visto il suo Marchio e lo definisce il segno di chi è stato offerto alla Mano di Dio, chiedendo se intenda davvero sfidare poteri che comandano il destino stesso. Egli dice di sì e prosegue.
Schierke liquida la sua risposta come avventata, certa che sottovaluti i suoi nemici. Poi racconta a Flora ciò che ha percepito vedendo Griffith nel Midland mentre cavalcava il corpo di un uccello: sebbene sembri umano, irradia un flusso travolgente di od che ammalia tutti intorno a lui, una presenza spirituale senza pari. Flora rivela che Griffith è proprio colui che ha marchiato Guts e avverte la sua apprendista di non affidarsi ai suoi studi di magia per predire il futuro, poiché Guts una volta si oppose al destino durante l'Eclisse e sopravvisse. Chiede a Schierke di custodire con cura il prossimo viaggio con lui per tutto ciò che potrà insegnarle.
Flora spiega che i beherit sono varchi verso la Mano di Dio e possono essere attivati solo da un proprietario destinato, al quale la pietra torna sempre. Condivide il poco che si sa sulle origini della Mano di Dio e sul loro signore. Schierke riconosce il Marchio di Guts come segno di sacrificio e mette in dubbio la sua sfida al destino, poi racconta il travolgente od di Griffith, apprendendo da Flora che è stato Griffith a marchiare Guts.
Questo capitolo di ventuno pagine dell'arco Millennium Falcon è apparso nel numero dodici di Young Animal il 14 giugno 2002. Approfondisce la storia del beherit e della Mano di Dio, collega la ricerca di Guts al raggiungimento di Elfhelm e contrappone la sua ostinata sfida al destino alla crescente consapevolezza di Schierke di quanto siano immensi i suoi avversari.
In Magic Stone, il beherit che Guts porta con sé funge da portale dal mondo fisico al profondo regno astrale dove risiede la Mano di Dio. Flora spiega che può evocare la Mano di Dio, ed è per questo che Guts è così determinato a comprenderlo.
La pietra al centro di questo capitolo è il beherit che Guts ha sottratto al Conte, che Flora descrive come un oggetto tratto dalle profondità del mondo Astrale. Non può essere attivato a piacimento, poiché solo un potere superiore lo attiva, e ritorna sempre al suo proprietario predestinato.
Flora rivela che tutti e cinque i membri della God Hand un tempo erano umani, che dimorano nelle profondità del regno Astrale e che servono un essere superiore a loro, assiso in uno strato così profondo che nessun umano può entrarvi mantenendo la coscienza di sé.
Guts vuole sapere se il beherit può evocare la Mano di Dio, poiché Flora capisce che non cerca di diventare lui stesso un Apostolo ma è spinto puramente dalla vendetta.
Schierke riconosce il Marchio di Guts come il segno di chi è stato offerto in sacrificio alla Mano di Dio, e si chiede se intenda davvero sfidare poteri che governano il destino stesso.
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