
Il Capitolo 67 di Blue Lock chiude il tre contro tre sul 5 a 4 per la Squadra Bianca. Baro fa i conti con i suoi nuovi istinti, ed Ego espone la sua filosofia sulla sconfitta, sulla debolezza e sul pericolo di ciò che chiama doping del sogno.
Mentre Isagi tende la mano per un cinque celebrativo, Baro lo tira su per la maglia e gli chiede se sia un perdente. Isagi si scusa e lo definisce incredibile, e Nagi salta sulla schiena di Baro, facendo cadere tutti e tre a terra.
Nagi loda il dribbling chop, e Baro ammette di averlo appena decifrato. Spiega di aver sempre considerato il campo come suo soltanto, e per la prima volta Nagi e Isagi gli hanno strappato il ruolo di eroe, lasciandogli la malvagità come unica via per sopravvivere. Nagi ribatte che Baro ha potuto raggiungere quello stato solo perché gli avversari erano così forti. Baro giura che non perderà mai più contro Isagi, e Nagi fa notare che è la prima volta che Baro pronuncia il nome di Isagi; gli chiede di essere chiamato Nagi anziché Painman, sebbene Baro continui a definirlo una seccatura. Isagi e Nagi si danno il pugno mentre Baro si allontana a grandi passi.
Al complesso di Blue Lock, Anri si meraviglia dell'abilità di Baro, suggerendo che potrebbe stare tra i migliori del paese. Sorseggiando yakisoba istantaneo, Ego sostiene che perdere è inevitabile nella competizione e che ciò che conta è la lezione che se ne trae. La gente comune, dice, non incide mai quella disperazione dentro di sé e invece la razionalizza, un'abitudine che definisce doping del sogno. Non ha interesse per chi insegue i fantasmi dei propri sogni, insistendo che i sogni non significano nulla a meno che non si viva per realizzarli. Il vero valore della sconfitta, conclude Ego, risiede nella forza di affrontare pienamente la propria debolezza e disperazione, poiché chi spinge più forte in quell'oscurità detiene il potere di rendere reali i sogni.
Baro, Nagi e Isagi vengono dichiarati vincitori. Baro racconta come ha sviluppato il suo dribbling chop. Ego espone perché abbracciare la disperazione della sconfitta è ciò che dà a una persona il potere di realizzare i propri sogni. Sul campo, Reo, Chigiri e Kunigami rimuginano sulla sconfitta, con Reo che si chiede per cosa stia combattendo, mentre i vincitori iniziano a considerare chi aggiungere alla loro squadra.
Questo è il 67º capitolo e il nono del Volume 8 nell'Arco della Seconda Selezione. È stato adattato come Episodio 18 dell'anime.
Il Capitolo 67 conferma Baro, Nagi e Isagi come vincitori del tre contro tre, con il Team White che si è aggiudicato l'incontro per 5 a 4 grazie al gol in solitaria di Baro.
Ego sostiene che perdere è inevitabile nella competizione e che ciò che conta è la lezione che se ne trae. Definisce l'abitudine di giustificare la sconfitta invece di affrontarla come dream doping.
Nel Capitolo 67, Ego usa l'espressione dream doping per descrivere come le persone comuni evitino di incidere dentro di sé il dolore della sconfitta e trovino invece scuse, cosa che secondo lui le rende incapaci di trasformare i propri sogni in realtà.
Baro ammette di aver elaborato la mossa solo in quel momento, spiegando che perdere per la prima volta il ruolo di eroe a favore di Isagi e Nagi gli ha lasciato la malvagità come unico modo per sopravvivere nella partita.
Sul fronte degli sconfitti, Reo rimugina sulla sconfitta e si interroga per cosa stia davvero lottando, mentre Chigiri e Kunigami condividono la frustrazione.
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