Shūkurō Tsukishima è annoverato tra i Fullbringer che un tempo appartennero agli Xcution, uno spadaccino calmo e calcolatore definito dalla devozione per Kūgo Ginjō. Il suo Fullbring, Book of the End, gli permette di riscrivere il passato di un bersaglio inserendosi nei suoi ricordi, rendendolo una delle minacce più insidiose dell'arco narrativo.
Una cicatrice verticale scende oltre l'occhio sinistro, un segno che porta fin da una ferita d'infanzia. Tsukishima è insolitamente alto per un giovane uomo e i suoi capelli neri lunghi fino alle spalle ricadono in onde morbide attorno a un viso dagli occhi marroni. Il suo abbigliamento quotidiano abbina una camicia a maniche lunghe con colletto sostenuta da bretelle a un paio di pantaloni scuri.
La compostezza definisce Tsukishima; attraversa la maggior parte delle situazioni con aria imperturbabile, quasi spensierata, e mantiene quella stabilità anche quando un combattimento volge al peggio. Quel distacco alimenta un approccio al combattimento attento e metodico, poiché raramente agisce senza avere già un piano in moto. Sotto l'aplomb si nasconde qualcosa di più freddo, una vena amorale che gli permette di assaporare la sofferenza che il suo potere infligge agli astanti, stuzzicando le vittime finché i ricordi falsi e quelli autentici non collidono e le loro menti si frantumano. L'unica crepa nella sua indifferenza è Kūgo Ginjō, il mentore che lo accolse da bambino solitario e gli insegnò a combattere; il suo attaccamento è così profondo che la morte di Ginjō ne distrugge completamente la calma, spingendolo a scagliarsi contro Ichigo Kurosaki e a lamentarsi che nessuno gli ha mai detto come andare avanti da solo. Nei suoi ultimi istanti, vedendo Moe Shishigawara rimanere leale fino alla fine, si addolcisce e ringrazia il giovane per avergli risparmiato una morte solitaria.
Come Fullbringer, Tsukishima controlla un'energia spirituale di gran lunga superiore a quella di un normale umano, abbastanza da dominare i suoi pari degli Xcution, scambiare colpi alla pari con Ginjō e tenere testa a un capitano della statura di Byakuya Kuchiki. È uno spadaccino dotato con una velocità tale da colpire prima che il bersaglio reagisca, e ignora ferite che abbatterebbero chiunque, rimanendo composto anche dopo aver perso un braccio o subito un colpo mortale. La sua vera arma è un Fullbring chiamato Book of the End, che trasforma il suo segnalibro in una katana abbastanza affilata da tagliare quasi qualsiasi cosa. La lama offre due tipi di taglio: uno che ferisce o uccide semplicemente, e uno che inserisce Tsukishima nella storia della vittima. Coloro che vengono toccati dal secondo lo ricordano come un intimo di una vita, un parente, un amico o un amante, ed egli assorbe tutto ciò che sanno nello scambio. Può continuare a manomettere un passato alterato anche in seguito, sebbene una persona che noti le contraddizioni rischi un crollo mentale, e un secondo taglio cancella completamente l'effetto. Il potere si estende anche agli oggetti, permettendogli di piazzare trappole nel terreno come se fossero state poste tempo prima o di apprendere ogni tecnica di un'arma tagliandola. Se dovesse morire, ogni traccia della sua manipolazione si dissolve e le sue vittime tornano a essere ciò che erano.
Shukuro Tsukishima muore dopo la caduta del suo mentore Kugo Ginjo e, nei suoi ultimi istanti, si addolcisce nei confronti di Moe Shishigawara, ringraziandolo per avergli risparmiato una morte solitaria.
Shukuro Tsukishima è uno degli antagonisti più insidiosi di Bleach, un Fullbringer amorale che assapora la sofferenza causata dal suo potere e si diverte a manipolare le vittime finché i loro ricordi falsi e quelli autentici non collidono e le loro menti non si spezzano.
Shukuro Tsukishima è un Fullbringer precedentemente membro di Xcution, uno spadaccino calmo e calcolatore devoto a Kugo Ginjo il cui Fullbring, Book of the End, gli permette di riscrivere i ricordi di un bersaglio.
Il Fullbring di Tsukishima, Book of the End, trasforma il suo segnalibro in una katana che può sia ferire semplicemente un bersaglio sia inserirlo nel suo passato, facendo sì che le vittime lo ricordino come un amico di lunga data, un parente o un amante.
Un secondo taglio della lama di Tsukishima cancella l'alterazione della memoria, e se Tsukishima stesso muore, ogni traccia della sua manipolazione si dissolve e le sue vittime tornano a essere ciò che erano.
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