
Intrappolata nel buio, Rukia ripensa a un pranzo in cui le compagne la prendevano in giro su Ichigo, un calore che si è allenata a definire inutile. Poi le spade vengono sguainate, il sangue scorre e un arciere emerge dalle ombre per rispondere al suo posto.
Bloccata dall'arrivo improvviso dei suoi inseguitori, Rukia fugge per le strade e ricorda un pomeriggio ordinario trascorso con le compagne di classe, che la incalzavano chiedendole se tra lei e Ichigo ci fosse qualcosa più dell'amicizia. Respinge ogni domanda, ripetendo a se stessa che affetto, romanticismo e amicizia non sono altro che distrazioni, sentimenti di cui uno Shinigami non ha bisogno e che possono solo diventare un peso quando giunge il momento di andarsene.
Renji piomba da un palo della luce e conficca la lama nell'asfalto ai suoi piedi, deridendo quanto due mesi in un corpo preso in prestito l'abbiano resa ottusa. Esige di sapere dove si trovi l'umano che le ha sottratto i poteri, liquidando le sue negazioni e indicando come prova l'espressione troppo umana sul suo volto. Ricordandole che è stata cresciuta dai bassifondi del Rukongai fino alla casata Kuchiki e addestrata per tutta la vita a essere un soldato, chiama in causa suo fratello per confermarlo, e Rukia si volta trovando Byakuya in piedi silenzioso alle sue spalle.
Un fendente orizzontale apre un taglio sulla guancia di Rukia mentre Renji dichiara che cedere il potere di uno Shinigami a un umano è un crimine capitale, che la Centrale 46 ha affidato alla coppia il compito di punire direttamente. Le ordina di consegnare il colpevole, certo che sia sopravvissuta ai suoi colpi solo perché glielo ha permesso. Prima che possa finire il lavoro, una freccia gli sfiora il cranio sibilando. Uryu entra in scena, si sistema gli occhiali sul naso e si presenta come un compagno di classe di Rukia che non nutre simpatia per gli Shinigami. Il capitolo è stato utilizzato per gli episodi 15 e 16.
Il capitolo mostra Rukia messa alle strette da Renji e Byakuya nel mondo dei vivi, mentre riflette sul calore umano che si è allenata a ignorare, prima che Renji la ferisca e Uryu arrivi per intervenire.
Il titolo riflette la convinzione di Rukia, ricordata durante il capitolo, che affetto, romanticismo e amicizia non siano altro che distrazioni, sentimenti di cui uno Shinigami non ha bisogno e che possono solo diventare un peso quando arriva il momento di andarsene.
Renji ricorda a Rukia che è stata cresciuta dagli slum del Rukongai fino alla casata Kuchiki e addestrata per tutta la vita a essere un soldato, poi chiede a suo fratello Byakuya di confermarlo.
Renji dichiara che cedere il potere di uno Shinigami a un umano è un crimine capitale, che la Central 46 ha affidato alla coppia il compito di punire direttamente.
Uryu Ishida interviene mentre una freccia sfiora il cranio di Renji, sistemandosi gli occhiali e presentandosi come compagno di classe di Rukia che non nutre alcuna simpatia per gli Shinigami.
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