
Trentuno anni dopo la morte di Himmel, un lungo ritardo alla frontiera imperiale offre a Frieren l’occasione di tornare su uno dei grandi misteri del suo mondo. Toccare una reliquia in rovina della Dea la catapulta in un luogo che nessun incantesimo avrebbe mai dovuto raggiungere: di nuovo insieme agli eroi che aveva seppellito decenni prima.
A trent’anni dalla scomparsa di Himmel, il gruppo di Frieren giunge al Passo di Kino sull’Altopiano Settentrionale e si trova di fronte a un arretrato di tre settimane alla frontiera dell’Impero. Un guardiano ne spiega la causa. Con Macht sconfitto e Weise nuovamente operativo, l’altopiano è diventato abbastanza sicuro da attirare mercanti e avventurieri che ora lo attraversano via terra anziché via mare, sovraccaricando l’ufficio immigrazione sotto organico. Piuttosto che sprecare quel ritardo, Frieren annuncia di avere un posto dove andare.
La sua destinazione è il Monumento della Dea. Fern conosce il nome, avendo ascoltato da Heiter i racconti della Dea della Creazione tratti dalle sacre scritture, e Frieren precisa che si dice che la divinità abbia incantato dieci di queste pietre in tutto il continente. Vuole svelare l’incantesimo celato in quella più vicina, anche se non esiste alcuna testimonianza di chi sia mai riuscito a farlo. Inoltre, presenta il viaggio come un modo per porre rimedio: durante la sua ultima visita con la Compagnia degli Eroi perse tre giorni solo per individuarlo, suscitò l’irritazione del gruppo e se ne andò senza ricordare una settimana intera.
Sfiorando appena il disagio che ciò desta in Fern e Stark, il gruppo impiega diversi giorni ad attraversare foreste e creste montuose per raggiungere il sito. Trovano il monumento ridotto in macerie, ma Frieren percepisce ancora mana al suo interno. Sulla base è scolpita una parola che non riconosce, Vialathor, assente nella sua precedente visita. Fern giudica l’iscrizione antica piuttosto che recente e ricorda che lo stesso nome compare nel passo delle scritture riguardante un uccello capace di viaggiare nel tempo, un collegamento che però non significa nulla per Frieren.
Frieren posa la mano sulle rovine, che si accendono di luce. Quando il bagliore si spegne, il monumento è di nuovo intatto, riportato all’aspetto che aveva ottant’anni prima. La voce di Himmel risuona alle sue spalle, chiedendole se ha imparato qualcosa. Si volta e vede l’intera Compagnia degli Eroi esattamente com’era durante il vecchio viaggio. Disorientata, tocca Himmel per accertarsi che sia reale e gli chiede quanti anni abbia. Lui risponde ventitré, collocando il momento cinquantatré anni prima della sua morte e sette anni dall’inizio della loro missione. Frieren è stata catapultata nel passato.
Il capitolo dà avvio al filone del viaggio nel tempo che ridefinisce l’arco del Monumento della Dea. Il cambiamento politico descritto, ossia la ripresa di Weise che rende l’Altopiano Settentrionale una rotta terrestre più frequentata, è la ragione pratica per cui Frieren dispone di quelle settimane libere per dedicarsi alla reliquia.
L’iscrizione Vialathor e il suo legame con un uccello biblico capace di viaggiare nel tempo anticipano sottilmente ciò che il monumento compie. La settimana perduta di memoria di Frieren, menzionata quasi di sfuggita, acquista un nuovo significato quando la pietra la trasporta letteralmente nel passato, riportandola tra i membri vivi della Compagnia degli Eroi.
La reliquia al centro del capitolo è uno dei dieci monumenti incantati attribuiti alla Dea della Creazione, nessuno dei quali è mai stato decifrato da alcun mago di cui si abbia notizia. L’episodio conta diciotto pagine, fa parte dell’undicesimo volume ed è stato pubblicato all’inizio del 2023; la sua edizione originale era corredata da diverse tavole a colori.

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Il capitolo 107, intitolato Il Monumento della Dea, è l’episodio incentrato sulla reliquia ed appartiene all’arco del Monumento della Dea.
Nel capitolo 107, ambientato trentun anni dopo la morte di Himmel, Frieren tocca il rovinato Monumento della Dea presso il Passo di Kino, che ripristina la reliquia e la catapulta indietro nel passato, tra i membri ancora vivi del Gruppo degli Eroi.
Nel capitolo 107, il Monumento della Dea viene descritto come una delle dieci pietre che si dice la Dea della Creazione abbia incantato in tutto il continente, nessuna delle quali alcun mago della storia registrata è riuscito a decifrare.
Nel capitolo 107, Vialathor è una parola sconosciuta che Frieren trova scolpita alla base del Monumento; Fern ricorda che lo stesso nome compare in un passo sacro riguardante un uccello capace di viaggiare nel tempo, preannunciando silenziosamente la funzione del monumento.
Nel capitolo 107, Frieren viene inviata nel passato quando posa la mano sul rovinato Monumento della Dea, che si illumina di luce, ritorna al suo aspetto di ottant’anni prima e la colloca tra i membri del Gruppo degli Eroi, sette anni dopo l’inizio della loro missione.
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