
Nell’ottantaquattresimo capitolo, Lernen ed Edel leggono il ricordo di un sopravvissuto su come Macht fu prima reso schiavo, poi varcano l’ingresso della Terra Dorata stessa. L’inutilità dell’oro non fa che approfondire l’enigma del vero movente del signore, e l’agguato di Macht si conclude con Lernen che sferra il primo colpo e accetta di buon grado il nome di temerario.
In vista del loro ingresso nella Terra Dorata, Lernen porta Edel da un uomo che è sopravvissuto alla caduta di Weise, un ex servitore della famiglia Gluck che acconsente a farsi esplorare i ricordi. In essi Edel osserva il feudatario fissare il Bracciale di Pietra della Servitù a Macht sessant’anni prima e dettare i suoi ordini: il demone deve proteggere la gente di Weise e tutti coloro che verranno dopo di loro, non nutrire alcun malanimo nei loro confronti e togliersi la vita nel momento stesso in cui senta sorgere in sé qualsiasi forma di cattiveria. Edel coglie subito la debolezza di quella formulazione, osservando che essa reggerebbe solo contro un nemico umano. Interrogato sullo scopo del signore, il servitore risponde che si dice che l’obiettivo sia una grande ricchezza.
Una volta oltre la barriera, Edel espone la contraddizione che la tormenta: poiché l’oro di Macht non può essere né spezzato né rimodellato, finirebbe per rivelarsi contraffatto e perdere ogni valore, dato che l’oro comune è apprezzato solo per la sua scarsità e per le modalità in cui può essere lavorato. Deve esserci ancora all’opera qualche scopo nascosto, insiste. Lernen descrive la terra in cui stanno entrando, un paesaggio così abbagliante da suscitare avidità, i suoi villaggi da tempo abbandonati e Weise stessa ormai svanita dalla memoria, dove i pochi che riescono a penetrare la magia che lo nasconde per saccheggiare l’oro quasi mai tornano indietro, con la grande barriera eretta per respingere i demoni e incapace di fermare del tutto gli uomini imprudenti.
Più avanti, la coppia supera le figure dorate e trafitte dei vecchi compagni di Lernen e una banda di avventurieri, prima che Macht si materializzi alle loro spalle. Avrebbero dovuto ritirarsi, dice loro, e quando Lernen intuisce la sua riluttanza, il demone ammette di detestare il combattimento e di plasmare i cadaveri in statue proprio per spaventare gli altri, così che solo i temerari osino infrangere la sua quiete. Estrae una lama dorata dal suo mantello, ma Lernen apre il fuoco per primo e lo costringe a parare, dichiarandosi onorato di quel titolo e definendolo il più bel complimento che gli sia mai stato rivolto.
Attraverso il ricordo del servitore, Edel apprende i termini vaghi con cui il signore di Weise vincolò un tempo Macht, e ne evidenzia la fatale imprecisione di fronte a un nemico non umano. Lei e Lernen riflettono su come l’oro troppo inerte per essere lavorato vanifichi la presunta caccia alle ricchezze. Più addentro nella Terra Dorata, Macht tende loro un agguato, e Lernen sferra il primo colpo ad aprire lo scontro.
Viene presentato Gluck, e il capitolo riporta alla luce l’enigma del motivo per cui il signore di Weise abbia mai reso schiavo Macht, quando l’oro da lui prodotto non ha alcun valore utilizzabile. Si ribadisce che Diagoldze produce un oro che non può essere né scomposto né rimodellato e che viene scambiato per oro comune pur essendo tutt’altro.

La trasformazione che tutti conoscono, la domanda successiva che nessuno voleva toccare. Perché abbiamo fatto un pezzo R&B morbido sul bagliore dorato di cui Dragon Ball non parla mai....

Cinque personaggi femminili di Bleach, classificati e decisi. Yoruichi è al numero cinque, il posto che nessuno si aspetta, e la nostra numero uno è un'Arrancar dal cuore tenero....
Attraverso i ricordi di un servitore nel Capitolo 84, Edel vede il feudatario fissare il Braccialetto di Pietra della Servitù a Macht e ordinargli di proteggere la gente di Weise e i loro discendenti, di non nutrire alcun rancore nei loro confronti e di togliersi la vita nell’istante in cui dovesse sorgere in lui anche solo un briciolo di malizia.
Edel osserva nel Capitolo 84 che gli ordini del signore sono formulati in modo troppo generico e terrebbero soltanto contro un nemico umano; una vaghezza che lei segnala subito come fatale, dal momento che la creatura vincolata è un demone.
Edel argomenta nel Capitolo 84 che, poiché l’oro di Macht non può essere né scomposto né rimodellato, finirebbe per tradire il suo essere contraffatto e non avrebbe alcun reale valore, dal momento che l’oro comune è apprezzato solo per la sua rarità e per le molte modalità in cui può essere lavorato.
Nel Capitolo 84, Macht ammette di detestare il combattimento e di plasmare le persone che uccide in statue proprio per spaventare gli altri, così che solo i temerari osino mai turbare la sua quiete.
Quando Macht afferma che solo i temerari osano disturbarlo, Lernen, che sferra il primo attacco del loro scontro, si dichiara onorato di tale appellativo e lo definisce il più bel complimento che gli sia mai stato rivolto, dando al Capitolo 84 il suo titolo.
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