Il secondo episodio di 2nd Gig osserva la crisi dei rifugiati attraverso gli occhi di Gino, un amareggiato veterano pilota di guerra i cui piani di vendetta si sfaldano quando la Sezione 9 scopre che il suo grande progetto è solo una fantasia.
Sulla scia di una terza guerra mondiale nucleare e di un quarto conflitto non nucleare ricordato come una seconda guerra del Vietnam, il Giappone attua una Politica Speciale d'Azione per i Rifugiati che apre i suoi confini agli sfollati provenienti da tutta l'Asia. Molti accettano e si sistemano nei lavori a basso salario che le aziende offrono loro come manodopera a basso costo. Gino, ex pilota da combattimento che ha combattuto in quella quarta guerra, è uno di questi rifugiati, ora alla guida di un elicottero per un presidente aziendale.
L'episodio abita il suo punto di vista mentre si muove attraverso una vita lavorativa ordinaria avvelenata da risentimento e disperazione. Arrabbiato con il paese che lo ha usato e depresso per il suo ruolo sminuito al suo interno, inizia a covare un piano di vendetta, convinto che spetti a lui portare una resa dei conti.
Quando la Sezione 9 viene finalmente messa sulle sue tracce per valutare la minaccia, il pericolo si sgonfia. Kusanagi osserva a Batou che Gino è semplicemente un altro nome in una lunga processione di persone pietose che sognano di realizzare ciò che rimarrà per sempre fuori dalla loro portata.
Il retroscena delinea come le due guerre e la politica sui rifugiati abbiano creato una sottoclasse permanente di veterani come Gino, trattati come sacrificabili sia in battaglia che in pace. La sua rabbia crescente e le fantasie di violenza alimentano la tensione dell'episodio, ma l'indagine della Sezione 9 lo ridefinisce non come un terrorista in arrivo ma come un idealista spezzato. Il giudizio finale di Kusanagi lo definisce alla fine innocuo, un uomo la cui vendetta vive solo nella sua testa.
La storia evoca apertamente il film Taxi Driver, condividendone il ritratto di un soldato di ritorno segnato da una guerra che il pubblico preferirebbe dimenticare e trasformando quel dolore in visioni di spargimento di sangue. Un passaggio di dialogo ricordato vede Gino descrivere con estasi il Maggiore in un corpo protesico, lodandola come l'unica persona di cui può essere certo sia veramente umana. Il sottotitolo è NIGHT CRUISE e l'episodio è andato in onda in Giappone il 1 gennaio 2004 e in inglese il 26 novembre 2005.
L'episodio segue Gino, un amareggiato veterano di guerra rifugiato diventato pilota di elicotteri, le cui fantasie di vendetta si disfano quando la Sezione 9 indaga sulla minaccia che potrebbe rappresentare.
Gino è un ex pilota da combattimento della quarta guerra mondiale non nucleare che ora lavora come pilota di elicottero per il presidente di un'azienda dopo essersi stabilito in Giappone come rifugiato.
Kusanagi dice a Batou che Gino è semplicemente un'altra persona pietosa che sogna di ottenere una vendetta che rimarrà per sempre fuori dalla sua portata.
L'episodio evoca apertamente Taxi Driver, condividendone il ritratto di un soldato di ritorno segnato da una guerra che il pubblico preferirebbe dimenticare e che trasforma il proprio dolore in visioni di violenza.
Gino descrive con entusiasmo Kusanagi nel suo corpo prostetico come l'unica persona di cui può essere certo sia veramente umana.
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