
Chiunque fosse già stato sigillato all’interno di una colonia quando il Gioco dello Sterminio è iniziato il 1º novembre ha avuto un’unica possibilità di uscire. La compagna di classe di Yuji, Setsuko Sasaki, la coglie: viene fatta uscire dalla barriera di Sendai da Kenjaku in persona; quasi due settimane dopo, la squadra di Yuji si prepara a entrare nelle colonie di Tokyo.
Quando il Gioco dello Sterminio è iniziato il 1º novembre, ogni persona già rinchiusa in una delle colonie ha ricevuto un’unica opportunità di fuggire. L’amica di liceo di Yuji, Setsuko Sasaki, coglie quella chance: Kenjaku in persona la guida fuori dalla barriera di Sendai. Dodici giorni dopo, Yuji e i suoi alleati sono pronti a varcare le colonie di Tokyo per dare inizio alla competizione.
Kenjaku appare accanto a Setsuko mentre dorme. Svegliatasi di soprassalto, lei alza lo sguardo verso quell’uomo strano che le sovrasta e gli chiede chi sia. Lui le dice di essere lo stregone che ha circondato la città di Sendai con una barriera e che questa regione è stata scelta come teatro di un torneo mortale, in cui i concorrenti si affrontano fino alla morte. Terrorizzata all’idea che la gente si massacri a vicenda, Setsuko scherza nervosamente dicendo che non dovrebbero farlo proprio nella sua casa. Kenjaku loda il suo senso dell’umorismo e prosegue spiegando la situazione: un antico campo di esecuzioni segna il centro della barriera, il cui raggio si estende per circa cinque o sei chilometri. Poiché la barriera gli è costata così tanto sforzo, non può pretendere l’impossibile, perciò a chiunque sia già dentro, come lei, è concessa una sola via d’uscita. Se accetta, si risveglierà al di là del muro. Perplessa, lei gli chiede cosa intenda e si domanda se stia ancora sognando; la linea di confine tra sogno e veglia, le risponde, è una maledizione.
Prendendole la mano, Kenjaku la mette in guardia contro i giocatori impazienti già liberi all’esterno. Con gli occhi chiusi, la conduce al sicuro oltre la carneficina che dilaga sui campi di battaglia; prima di separarsi, la ringrazia per aver fatto amicizia con suo figlio. Setsuko si ritrova fuori dalla barriera, richiamata dall’amico Takeshi Iguchi, sollevata di vedere un volto familiare in mezzo al caos. Lui le indica l’alta parete della barriera e osserva che tutti hanno visto quell’uomo con la kesa. Lei chiede se anche a Takeshi l’uomo abbia parlato di un figlio, ma lui nega; lei si domanda se si riferisse a Yuji Itadori, suo compagno di scuola. Tutto questo è avvenuto alle 6:00 del mattino del 1º novembre, nel momento in cui il Gioco dello Sterminio ha avuto inizio.
La storia salta al 11 novembre: Yuji e Megumi continuano a tramare insieme agli altri. Non riescono a identificare il giocatore chiamato “l’Angelo”, ma contano di riconoscerlo a vista. Hakari decide che lui e Panda prenderanno Tokyo n. 2, mentre Yuji e Megumi si occuperanno di n. 1, con Kirara rimasta all’esterno. Hakari vuole affrontare di persona Hajime Kashimo, il giocatore con il punteggio più alto e probabilmente il più forte, mentre Panda cerca di individuare l’Angelo. Spiega che Yuta non li ha raggiunti perché i telefoni non prendono segnale all’interno delle barriere, quindi serve che Kirara resti di guardia all’esterno. Yuji comincia a suggerire di viaggiare separatamente da Megumi a causa di Sukuna, ma Megumi lo rimprovera, invitandolo a smettere di essere egoista, poiché lo senpai non può modificare i loro ruoli per questo motivo; i due si fronteggiano faccia a faccia finché Panda non interviene a separarli. Il giorno seguente, a mezzogiorno del 12 novembre, ciascuno di loro arriva alla barriera assegnata; Kogane descrive il gioco letale in corso all’interno e chiede ai nuovi arrivati se intendano dichiararsi giocatori, e Megumi, Panda e Hakari accettano senza esitazione, dando così inizio alla missione di salvataggio di Tsumiki.
Numerato 160 nel manga di Gege Akutami, questo capitolo di diciannove pagine fa parte dell’Arco del Gioco dello Sterminio contenuto nel Volume 18 ed è stato adattato come episodio 54 dell’anime. Una nota dell’autore segnala un errore precedente: due capitoli prima, nei dati dei giocatori compilati da Kogane, Itadori era stato erroneamente indicato come già presente nella Colonia Tokyo n. 2.

La trasformazione che tutti conoscono, la domanda successiva che nessuno voleva toccare. Perché abbiamo fatto un pezzo R&B morbido sul bagliore dorato di cui Dragon Ball non parla mai....

Cinque personaggi femminili di Bleach, classificati e decisi. Yoruichi è al numero cinque, il posto che nessuno si aspetta, e la nostra numero uno è un'Arrancar dal cuore tenero....
Nel capitolo 160, chiunque fosse già stato sigillato all’interno di una colonia quando il Gioco dello Sterminio è iniziato riceve un’unica possibilità di uscire, e la compagna di classe di Yuji, Setsuko Sasaki, la coglie: viene fatta uscire dalla barriera di Sendai da Kenjaku in persona. Dodici giorni dopo, il 12 novembre, Yuji e i suoi alleati raggiungono le colonie di Tokyo assegnate e si dichiarano giocatori.
Setsuko Sasaki è una conoscente di Yuji del liceo che, nel capitolo 160, ottiene un’uscita dalla colonia di Sendai perché era già stata sigillata al suo interno. Kenjaku le prende la mano e la conduce al sicuro oltre la carneficina con gli occhi chiusi, ringraziandola per aver fatto amicizia con suo figlio prima di separarsi.
Il capitolo 160 stabilisce che il Gioco dello Sterminio è cominciato alle 6:00 del 1º novembre, proprio nel momento in cui Setsuko è stata condotta fuori dalla barriera. La storia poi salta agli 11 e 12 novembre, mentre la squadra di Yuji si prepara a entrare nelle colonie di Tokyo.
Nel capitolo 160, Hakari decide che lui e Panda si occuperanno della Tokyo n. 2, mentre Yuji e Megumi si assumeranno la n. 1, con Kirara che rimane all’esterno delle barriere per trasmettere informazioni, dato che all’interno i telefoni non prendono. Hakari intende affrontare personalmente Hajime Kashimo, mentre Panda dà la caccia all’Angelo.
Il capitolo 160 spiega che la barriera di una colonia è ancorata al suo centro da un antico luogo di esecuzione, con un raggio che si estende all’incirca dai cinque ai sei chilometri. Poiché la barriera è costata a Kenjaku uno sforzo enorme, a chiunque si trovi già all’interno viene concessa un’unica possibilità di uscita.
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