
Il 138º capitolo di Blue Lock analizza il pareggio di Baro. Egli rivela di aver trattato Rin e Isagi come un unico bersaglio sincronizzato, mentre Isagi coglie il potere della trance condivisa e Rin decide che il prossimo gol sarà solo suo.
La folla esplode mentre i telecronisti confermano che il tiro di Baro ha pareggiato il punteggio. Isagi, Nagi e Karasu lo assalgono per festeggiare, e quando Isagi gli afferra il viso per chiedergli come ci sia riuscito, Baro lo respinge e insiste che non c'era nulla di misterioso: fin dall'inizio si è mosso solo per rubare la scena a Isagi. Quando Isagi fa notare che sembrava svanito e aver temporeggiato la corsa alla perfezione, Baro lo corregge, dicendo che è stata la difesa dell'U-20 a cancellarlo. Poiché la sua abitudine di pedinare Isagi è stata subito letta, è passato a una seconda fase, divorando le migliori giocate di Isagi. Incapace di prevedere Isagi stesso, si è appoggiato a qualcuno che poteva farlo e indica Rin, certo che Rin avrebbe rispecchiato ogni mossa di Isagi. Sfruttando quel legame, è rimasto in agguato e si è lanciato in area al momento decisivo.
Karasu liquida la logica con una risata e Nagi la definisce da re, ma Isagi incalza ulteriormente, chiedendo come Baro abbia potuto immaginare una simile soluzione quando si collega a Rin anziché agire da solo. Baro risponde che ai suoi occhi Rin e Isagi si muovono in modo così simile da sembrare identici, di fatto un secondo Isagi, lasciando il trio sbalordito. Prima che possa approfondire, viene ammonito con un cartellino giallo per essersi tolto la maglia, e Nagi e Karasu si allontanano ridacchiando di lui.
Isagi conclude che il gol è esistito solo grazie all'ossessione di Baro di superarlo, ma nota che sarebbe stato lui a finalizzare se Sae non fosse intervenuto. Rivedendo l'azione con calma, vede che Sae ha mirato all'esatto punto debole del Tiro Diretto, la sua stabilità del tronco, con un lieve contrasto temporeggiato per rovinare il tiro senza commettere fallo, un gesto sottile di tecnica ben superiore. Attribuisce il gol alla propria giocata, alla reazione precisa di Rin e alla carica all'ultimo istante di Baro, con anche Karasu e Nagi che alimentano la catena. Il fatto che tutti si siano messi alla prova contemporaneamente ha prodotto una reazione di squadra che definisce una catena di trance, ottenibile solo quando ogni giocatore si muove confidando negli altri, e decide che questo è il tassello mancante contro l'U-20 giapponese.
Sulla panchina avversaria, un agitato Hoichi si preoccupa della sconfitta sotto lo sguardo di Buratsuta. Sae lo affronta, liquidando le sue contromisure convenzionali come poco originali, e gli ordina di non fare sostituzioni a meno che qualcuno non si infortuni, insistendo che un vero allenatore sentirebbe che la squadra può ancora lottare anziché smorzarne l'entusiasmo. In campo, un esausto Aiku confessa la sua frustrazione a Sendo lodando al contempo Blue Lock, aggiungendo che è quando l'avversario è più forte che l'asso si alza per ribaltare tutto, il che infiamma Sendo. Con quindici minuti rimasti, Baro dice a Isagi di brillare di più così da poter consumare quella luce e diventare la stella, Isagi e Nagi replicano, e Rin resta in disparte, furioso. Pretende che i compagni smettano di interferire, giurando che il prossimo gol sarà suo, perché battere Sae e incidere il suo nome nel mondo è una storia che appartiene solo a lui.
Baro espone il ragionamento dietro il suo super gol e riceve un cartellino giallo. Isagi analizza la sequenza e comprende quanto possa essere potente la trance condivisa. Il gioco riprende con soli quindici minuti rimasti, e Rin resta frustrato e determinato a segnare il prossimo gol.
Il Capitolo 138 di Blue Lock, "One Mind in Two Bodies", analizza il gol del pareggio di Baro mentre spiega di aver trattato Rin e Isagi come un unico bersaglio sincronizzato, mentre Isagi comprende il potere della trance condivisa e Rin decide che il prossimo gol sarà solo suo.
Baro spiega che non riusciva a prevedere direttamente Isagi, così si è invece affidato a Rin, che rispecchia ogni movimento di Isagi così fedelmente che Baro vede i due come effettivamente identici, permettendogli di anticipare dove colpire.
Isagi capisce che tutti, sfidando se stessi contemporaneamente, lui stesso, Rin, Baro, Karasu e Nagi, hanno creato una catena di trance estesa a tutta la squadra, una reazione possibile solo quando ogni giocatore si muove confidando negli altri.
Sae dice a Hoichi di non effettuare sostituzioni a meno che un giocatore non sia infortunato, liquidando le contromisure convenzionali come poco originali e insistendo sul fatto che un vero allenatore dovrebbe avere fiducia che la squadra possa ancora lottare.
Alla fine del capitolo Rin giura che il prossimo gol sarà solo suo, poiché battere Sae e incidere il suo nome nel mondo è una storia che si rifiuta di condividere con i compagni di squadra.
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