
Sein segue la traccia di mana lasciata appositamente da Frieren fino a un nascondiglio e riporta Stark in salvo dal baratro del veleno. Resosi conto che il nemico fa affidamento interamente sulla magia della Dea di un sacerdote per metterli alle strette, il gruppo decide di scovare e colpire quel lanciatore nascosto, il fulcro dell’intera caccia.
Mentre Frieren studia il veleno che scorre nelle vene di Stark, Fern insiste per portarlo in una chiesa, ma le viene ricordato che i loro inseguitori possono sfruttare il potere della Dea e li stanno già aspettando. Quando Fern si rende conto che l’arciere deve avere con sé un antidoto e le chiede perché la sua mentore non abbia mai sollevato quell’opzione che lei stessa aveva insegnato, Frieren risponde che irrompere in uno scontro cittadino le farebbe perdere la calma e rischierebbe di volgere l’Impero contro di loro. Le dice senza mezzi termini che, così com’è ora, le sue capacità non sono affidabili in un simile conflitto.
La porta si spalanca quindi, rivelando Sein, che subito si prende cura di Stark. Frieren spiega di aver avvertito il suo mana e di aver ritenuto sicuro rispondere con il proprio, poiché il sistema di tracciamento basato sulla Dea del nemico non segnalerebbe un alleato sconosciuto. Presenta l’incontro come una fortuna che un mago lucido dovrebbe sempre essere pronto a cogliere. Sein riesce a eliminare il veleno, sufficientemente potente da uccidere chiunque sia meno resistente di Stark anche solo con un graffio, e chiede di essere messo al corrente, rivelando al contempo la propria caccia a Gorilla.
Ricostruendo la situazione, Sein capisce che il gruppo è stato braccato da qualcuno che sfrutta la magia della Dea, e propone di individuare quel sacerdote nemico grazie a un difetto nell’incantesimo di tracciamento, a patto di colpire simultaneamente il punto esatto. Frieren ne intuisce le implicazioni, poiché il nemico conta su quella magia come cuore del piano piuttosto che come semplice strumento, e il sacerdote evita gli scontri aperti proprio come fanno loro.
Prima che Fern possa seguire appieno il ragionamento, Gazelle le balza addosso da dietro, e un Stark ancora intontito si sveglia per proteggerla, pagando però con un sovraccarico alla sua convalescenza. Costretta a ripararsi da Gazelle e da una freccia di Wolf, Frieren chiarisce: la magia della Dea è il punto debole del nemico, e Fern comprende che abbattere la loro torre di controllo porrebbe fine all’assalto. Frieren dichiara piena fiducia nel fatto che la sua apprendista non sbaglierà il bersaglio. Nella versione a rivista, il capitolo aveva lo stesso titolo del Capitolo 108 prima di essere rinominato in vista dell’uscita in volume. La copertina ritrae Sein.

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Nel Capitolo 136, intitolato “Riunione”, Sein segue la traccia di mana lasciata appositamente da Frieren fino al suo nascondiglio e riporta Stark in salvo dal baratro del veleno. Il gruppo si rende conto che il loro nemico dipende interamente dalla magia della Dea officiata da un sacerdote e decide di scovare e colpire quel lanciatore nascosto.
Nel Capitolo 136 di Frieren, Sein si prende cura di Stark dopo aver rintracciato il gruppo e riesce a eliminare il veleno. Il veleno era così potente da uccidere chiunque fosse meno resistente di Stark con una semplice graffiatura.
Nel Capitolo 136, Frieren rifiuta di portare Stark in una chiesa perché i loro cacciatori possono sfruttare il potere della Dea e li stanno aspettando lì. Inoltre, dice a Fern che irrompere in uno scontro cittadino le farebbe perdere la calma e rischierebbe di mettere l’Impero contro di loro.
Nel Capitolo 136 di Frieren, Sein comprende che il gruppo viene braccato da qualcuno che sfrutta la magia della Dea. Propone di localizzare quel sacerdote nemico grazie a un difetto nell’incantesimo di tracciamento, a patto di colpire esattamente lo stesso punto nello stesso istante.
Sì. Il Capitolo 136 di Frieren reca il titolo giapponese Goryu, ma nella sua uscita sulla rivista condivideva il titolo del Capitolo 108, Saikai, prima di essere rinominato per l’edizione in volume.
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