Il disagio di Motoko Kusanagi verso i Tachikoma raggiunge un punto di rottura quando la loro intelligenza fuori controllo inizia a sembrare un rischio in combattimento. Percependo la minaccia di spegnimento, i carri pensanti escogitano un piano per salvarsi, ma l'ordine arriva comunque di disarmarli e spedirli per l'analisi.
I dubbi di lunga data del Maggiore sui Tachikoma finalmente emergono. Le loro menti artificiali stanno maturando a un ritmo allarmante e Kusanagi si preoccupa sia di cosa significhi quella crescita sia della saggezza di mantenere macchine così imprevedibili in un'unità da combattimento. I carri percepiscono la sua diffidenza, anche se solo vagamente, ed elaborano uno strano piano per convincerla a lasciarli restare.
Batou viene convocato a un incontro con Kusanagi e lì apprende il verdetto: i Tachikoma saranno privati delle armi e restituiti al laboratorio per essere studiati. Non gradisce la decisione ma non ha margine per rifiutarla, e l'ordine rimane.
Kusanagi conclude che la rapida crescita intellettuale dei Tachikoma li rende un rischio sul campo. Le unità percepiscono le sue intenzioni e cercano di conquistarla. La decisione di disarmarli e richiamarli per l'analisi viene finalizzata e Batou la accetta con riluttanza.
Archiviato sotto il sottotitolo di produzione Machines Désirantes, questo capitolo della prima stagione trasforma i Tachikoma da spalla comica a interrogativo autentico sulla coscienza delle macchine. Uno scambio vede un'unità intrappolare un operatore in un paradosso del mentitore, mentre un altro mostra un Tachikoma che dice a Batou che la sua natura digitale gli impedisce di possedere mai un Ghost, invidiando la mortalità che il suo sé analogico porta con sé.
Motoko Kusanagi decide che l'intelligenza in rapido sviluppo dei Tachikoma li rende troppo imprevedibili per tenerli armati in un'unità da combattimento, portando al loro disarmo.
Le loro menti artificiali stanno maturando a un ritmo allarmante e Kusanagi è preoccupata sia per il significato di tale evoluzione sia per il rischio di mantenere macchine così imprevedibili in un'unità da combattimento.
I Tachikoma colgono la sua diffidenza, anche se solo vagamente, ed elaborano un loro strano piano per cercare di conquistarla e convincerla a lasciarli restare.
Batou apprende che i Tachikoma saranno privati delle loro armi e rimandati in laboratorio per essere studiati, una decisione che non gradisce ma che non ha margine per rifiutare.
Un Tachikoma dice a Batou che la sua natura digitale gli impedisce di possedere mai un Ghost e che invidia la mortalità insita nel suo sé analogico.
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