
Il duello di fuoco tra Sukuna e Jogo giunge al termine. Sebbene Jogo non riesca a prevalere, ottiene un raro riconoscimento da parte del Re delle Maledizioni, mentre altrove un Megumi sconfitto lascia Shigemo di fronte a una nuova e mortale minaccia.
Lo scontro tra i due maestri del fuoco raggiunge l’apice. Jogo perde, ma nei suoi ultimi istanti si guadagna il rispetto di Sukuna. Dall’altra parte della città, Megumi sembra sconfitto, mentre una nuova figura incombe su Shigemo, che potrebbe subire la stessa sorte.
In piedi sul relitto in fiamme di Maximum: Meteor, Sukuna plasma una freccia di fuoco tra le dita, mentre Jogo compatta il proprio fuoco in una densa sfera. Jogo scivola in una visione accanto ai compagni caduti Hanami e Dagon e porge loro le proprie scuse. Quando Hanami gli chiede se Mahito sia ancora vivo, Jogo riflette che l’umanità teme la morte ma si rifiuta di lasciarla andare; Mahito è lo specchio di quella stessa contraddizione e continuerà solo a crescere, ed è proprio per questo che lo ha nominato leader. Fedele alla sua convinzione che gli spiriti maledetti siano i veri esseri umani, Jogo auspica un giorno di rinascita e un nuovo incontro. Sukuna irrompe nella visione, chiedendo se Jogo abbia mai desiderato diventare umano e bollando come folle l’idea che le maledizioni possano sostituire l’umanità.
Secondo Sukuna, Jogo avrebbe dovuto ridurre tutto in cenere senza esitazione, ascendere sempre più in alto e non pensare affatto a Gojo, ma allo spirito è mancata l’ambizione necessaria. Il duello lo ha comunque soddisfatto, e Sukuna lo giudica degno tra i suoi mille anni di avversari, esortandolo a provare orgoglio per la propria forza. Commosso dalle parole, Jogo piange e si chiede cosa gli stia succedendo; nel mondo reale, Sukuna risponde al cadavere fumante che nemmeno lui ha una risposta. Poi appare la maledetta Uraume per condurlo via, e Sukuna riconosce quel volto dai tempi passati. La scena si sposta alle 23:07, dove un gravemente ferito Megumi giace privo di sensi e un allarmato Haruta Shigemo, confrontato con una minaccia del tutto nuova, lo supplica di svegliarsi.
Questo capitolo dell’arco dell’Incidente di Shibuya conclude il duello tra Sukuna e Jogo. Lo scenario è la vetrina del 109 di Shibuya, appena oltre l’uscita della stazione. Vengono mostrate le Fiamme del Disastro di Jogo accanto al Santuario di Sukuna e alla sua Divina Fiamma, e viene introdotta nella storia la figura di Uraume. Gli eventi sono stati adattati nell’episodio 40 dell’anime.

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Nel capitolo 116, il duello infuocato tra Sukuna e Jogo giunge al termine. Jogo non riesce a prevalere ma ottiene una rara ammissione da parte del Re delle Maledizioni, mentre dall’altra parte della città un Megumi caduto lascia Shigemo di fronte a una nuova e mortale minaccia.
Sukuna giudica Jogo degno tra i suoi mille anni di avversari e lo esorta a provare orgoglio per la propria forza. Commosso dalle parole, Jogo piange e si chiede cosa gli stia accadendo nei suoi istanti finali.
Jogo scivola in una visione accanto ai suoi compagni caduti, Hanami e Dagon, e porge loro le sue scuse. Fedele alla sua convinzione che gli spiriti maledetti siano i veri esseri umani, auspica un ricongiungimento una volta rinati e spiega di aver nominato Mahito come leader.
Uraume è un utilizzatore di maledizioni che compare alla fine del capitolo 116 per condurre via Sukuna; un volto che il Re delle Maledizioni riconosce dai tempi passati. Il personaggio viene introdotto nella storia per la prima volta proprio qui.
La vetrina del negozio Shibuya 109 segna l’ambientazione del capitolo 116, appena oltre l’uscita della stazione. Parte dell’arco narrativo dell’Incidente di Shibuya, esso conclude il duello tra Sukuna e Jogo ed è stato adattato nell’episodio 40 dell’anime.
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